Alti e bassi di una manifestazione attesa da tutti. Afflenza buona ma lontana dai pienoni del passato
La XV edizione di Giullarte è finita e con essa la prima fase delle feste atripaldesi, nell’attesa di San Sabino. Le aspettative dei cittadini erano alte poiché si trattava di una resurrezione miracolosa grazie al partnerato esterno della Sidigas, a seguito di un anno di stop. Tre serate di musica, spettacoli, gastronomia e intrattenimento che hanno calamitato grandi e piccoli e che hanno dato un tocco di vitalità alla cittadina del Sabato.
L’affluenza di pubblico è stata buona , ma lontana dall’antico sgomitare tra la folla. Un’atmosfera tranquilla e distesa ha accolto le persone (qualcuna in più domenica sera) desiderose di trascorrere una bella serata. Tuttavia in molti hanno ritenuto l’assenza di caos come il segno della mancanza di intrattenimento adeguato, considerando il ritorno alle origini auspicato dall’amministrazione un po’ troppo estremo sia per la rarefazione degli artisti, o quanto meno delle loro esibizioni, sia per l’assenza di elementi di novità che potessero attrarre le fasce giovanili d’utenza.
Un grandissimo successo, invece, hanno riscosso le visite guidate organizzate dalla Proloco: lo Specus Martyrum e i luoghi atripaldesi di interesse artistico si sono colmati di avventori che hanno potuto ascoltare le spiegazioni delle guide e, a sorpresa (poiché non riportato nella programmazione ufficiale), ammirare un caratteristico connubio di storia ed arte moderna così descritto da Raffaele La Sala attraverso il suo blog:
« E tuttavia è forte la suggestione dell'intervento dell'artista Carmine Tranchese nello Specus Martyrum di Atripalda, luogo di martirio e di penitenza tra i più antichi e noti d'Irpinia.
L'intervento, che si realizza grazie alla sensibilità del parroco don Enzo de Stefano (che ne ha colto le motivazioni più autentiche), riutilizza materiali poveri, d'uso e di riciclo che, nella straniante deflagrazione tra la percezione ed il 'riconoscimento' delle forme ed il 'segno' artistico, creano effetti e suggestioni di rara intensità. Carmine Tranchese cattura atmosfere, scava memorie, racconta silenzi e misteri e, mentre sconvolge ed emoziona, si fa voce e destino di una umanità faticosamente in cammino.
Attraverso un tracciato di sabbia la contemporaneità si riappropria di un vissuto millenario, esplora la propria coscienza, interroga la propria anima, si affaccia sull'archetipo dell'uomo che, nell'acqua, nella terra e nel vento, ritrova la sua fragilità e la sua eternità…»
Interpretazione dovuta ed apprezzata a fronte dell’assenza di una adeguata spiegazione in loco.
Interessante ma non eccessivamente entusiasmante, per la pochezza di materiale, la pluri pubblicizzata mostra della fondazione Federico Fellini, composta da circa otto pannelli, installati lungo un unico lato del chiostro del Comune, su cui erano affisse foto e bozzetti dell’autore.
Privo di ogni biasimo, invece, l’aspetto gastronomico gestito dalla Misericordia di Atripalda: fusilli al sugo, pasta e fagioli, salsicce, cotechini con polenta, pizze e patatine hanno garantito un ottimo rapporto di qualità, quantità, prezzo. Limitati, forse, i posti a sedere per le degustazioni (per i pochi tavoli presenti, tanta maleducazione da parte di ADULTI, che li occupavano ben oltre il tempo di consumazione).
Insomma, tirando le somme, forse Giullarte 2010 ha risentito un po’ della grandissima affluenza registratasi nel concomitante Fiano Music Festival di Aiello del Sabato; forse è stata un po’ penalizzata dall’occhio critico con cui gli avventori vi si sono rivolti per la passata assenza e forse non si è rivelato un fantastico boom come dalle aspettative (sempre del pubblico): ad ogni modo, però, ad Atripalda si è mosso qualcosa ed è successo ad opera di tutte le istituzioni e gli enti. Il ringraziamento del sindaco e dell’assessore Foschi, a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione della manifestazione, è stato rivolto nel corso dello spettacolo finale, di fronte ad un pubblico stretto sulle gradinate della Chiesa di Sant’Ippolisto in attesa di gustare un’ora e mezza di intrattenimento circense e di allegria.
Sarà così anche il prossimo anno?




















































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