Mercoledì, 20 Feb 19

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Il futuro può solo arrivare dal passato

L’Amministrazione ancora non ha trovato la propria rotta e gira a vuoto. Eppure non è difficile capire che l’unica cosa che è rimasta è la nostra storia

Superata a pie’ pari la verifica amministrativa e pilatescamente ignorata quella politica, la maggioranza consiliare sta disperatamente cercando una identità quando non è alle prese con i dipendenti comunali fannulloni o col bilancio che non quadra. Senza trovarla. Eppure non ci vuole molto per capire che l’unica ragione al mondo per cui oggi qualcuno dovrebbe amministrare questa città è per ridarle la centralità e la speranza persi negli ultimi venti o trent’anni. E che l’unica strada percorribile è quella che passa attraverso il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale, cioè gli scavi, i palazzi, le chiese e tutto ciò che arriva dal passato. Non dal commercio, non dall’urbanistica, non dalle infrastrutture: il futuro di Atripalda arriva proprio dal passato, perché quello turistico-culturale è l’unico settore che ha le potenzialità per risvegliare la città intorno ad una idea ed una prospettiva. Ovviamente per inseguire questo sogno bisognerebbe innanzitutto averlo, dopodiché organizzarsi, politicamente e amministrativamente, per realizzarlo. E e per un attimo pensiamo davvero di porci in questa prospettiva ci rendiamo conto di come sia assolutamente inadeguata l’attività di governo, che anziché destinare le migliori energie a ricercare finanziamenti per Palazzo Caracciolo e l’ex cinema Ideal, a costringere la Sovrintendenza a riaprire Abellinum e a restituirci la Dogana dei Grani, a immaginare di realizzare una “scuola” per guide turistiche e a mettere insieme un gruppo di esperti per elaborare un progetto importante, si attarda a considerare ancora centrali settori che la loro centralità l’hanno persa da tanto tempo. E, quindi, ci si rende conto di aver perso un’altra buona occasione per fare tesoro degli errori commessi e per rilanciare davvero l’attività amministrativa, che non significa fare qualche comunicato stampa in più perché si pensa che i cittadini non siano sufficientemente informati o informati male. I cittadini, a differenza di tanti amministratori, vivono la città quotidianamente e capiscono da soli se le cose funzionano oppure no.

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