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Il vicesindaco Aquino ricorda il prof. Sabino Novaco

Sabino Novaco

È estremamente doloroso commemorare un amico scomparso in una sede a lui sconosciuta. Commemorare un amico, come ognuno comprende, significa commemorare un valore: l’amicizia, che è un bene grande. Ed avere degli amici è una fortuna e una ricchezza. Commemorare il professor Sabino Novaco, in consiglio comunale, significa riconoscere a questa persona che la sua opera di insegnante nel Liceo Scientifico di Atripalda è stata d’esempio, da emulare per tutti quei ragazzi che hanno avuto la fortuna di averlo come docente.

Sabino è stato docente ad Atripalda per circa 25 anni, dal primo giorno di apertura del Liceo ed un anno fa è andato in pensione per raggiunti limiti d’età. Candidato nella DC negli anni ’70, fu il primo di noi eletti (dopo quella si univa a PCI e PDS). Più di una volta aveva espresso il desiderio di partecipare alla competizione elettorale per concorrere alla carica di consigliere comunale ed una volta aveva anche firmato l’accettazione di candidatura nelle fila del PCI. Poi aveva dovuto rinunciare per non entrare in conflitto con il lavoro che svolgeva la moglie.

Il professore Novaco ha lasciato solo un vuoto fisico, colmato da una pienezza morale nelle persone che lo hanno conosciuto.

Quando l’ho conosciuto, di lui si diceva che i suoi insegnanti del Liceo di Avellino, nomi famosi come quello del professor Acone, del professor Flores ritenevano che aveva la mente più veloce di una freccia, che il suo parlare spesso incomprensibile era dovuto alle abbreviazioni che faceva per rappresentare rapidamente il pensiero. Per dirlo in termini più scientifici, la sua mente effettuava delle sinapsi rapide e verticali e raggiungeva il risultato prima degli altri.

Famosi, poi, erano i giudizi dei suoi colleghi, il professore Lauria, il professore Moschella, il professore Rotondi, i quali si rivolgevano a lui per la soluzione dei compiti di maturità matematica e che immancabilmente risolveva. E quando gli chiedevano “Come hai fatto, perché hai fatto così?” lui rispondeva: “il risultato è giusto e pensa a campà”.

Era, lui, un matematico intuitivo dove la tecnica del pensiero matematico si era emancipata rispetto alla logica del pensiero, risolutore di rebus matematici, di quiz basati sulla rapidità delle risposte, di problemi fantascientifici e difficili, irrisolvibili per le persone comuni. Si era conquistato la stima, l’autorevolezza e il rispetto di colleghi ed alunni non per il ruolo che svolgeva senza distacco umano, ma per la capacità di relazionarsi agli altri senza filtri, immediatamente, senza ipocrisie. Mi hanno colpito molto i giudizi e i ricordi dei suoi alunni su facebook, innanzitutto per la quantità, poi per il ricordo affettuoso, amichevole, come di un loro coetaneo: il dialetto utilizzato per scrivere l’ultimo saluto.

Grazie Sabino per averci dato la possibilità di conoscerti.

Il Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale, esprimono il cordoglio alla famiglia e a quanti hanno sofferto la sua dipartita.

Enzo Aquino

Vicesindaco di Atripalda

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Commenti 

 
#1 Romei G.M. 2012-02-09 20:17
Sono stato compagno di scuola di Sabino Novaco alle elementari (prima con la maestra Zacchi e poi con il maestro Oliva). Porgo ai familiari del compianto Sabino le più sentite condoglianze. Romei Grassi Mario
 

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