Domenica, 20 Mag 12

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Rialzare la testa

Il 2010 è stato l'anno che mi ha visto intenzionalmente distante dalle cose della politica di casa nostra, un anno in cui non sono mancati spunti e in cui evidentemente non ci sono stati miglioramenti. È stato l'anno dell'impoverimento anche se taluni tentano di capovolgere la realtà raccontandoci di risanamenti di bilanci che non rappresentano la vera condizione dei cittadini.

Pratica adottata dal Governo Berlusconi e copiata, almeno in parte, anche dagli amministratori atripaldesi.

Ma sotto la cenere continua a bruciare il fuoco dell'incertezza del futuro, della precarietà dilagante, del tentativo di sottrarre ai cittadini e ai lavoratori tutti gli spiragli di libertà e di speranza che la buona politica dovrebbe alimentare e non mortificare attraverso la narrazione di fatti che non trovano riscontro nella quotidianità di ognuno di noi.

É stato l'anno delle rivelazioni: finalmente è venuto fuori il disegno tragico del potere di abbattere i diritti con l'aiuto, ormai non più celato, dei grandi sindacati (eccezion fatta per la FIOM), con la CISL del pluricontestato Bonanni che da vero servo ha sacrificato la vita e i diritti di migliaia di lavoratori sull'altare costruito dalla FIAT che ha come unico scopo quello di ridurre al lumicino il potere contrattuale degli operai trasfigurando e cancellando con una prepotenza inaudita e senza precedenti tutte le conquiste fatte nel secolo precedente. In pratica il futuro dei lavoratori italiani è divenuta la dote da portare sul tavolo dell'economia internazionale, così i nostri sindacati si americanizzano abbandonando la loro “missione” che li aveva portati per decenni ad essere l'esempio per tanti altri paesi europei e non.

Per me è facile scegliere da che parte stare, ma un operaio ricattato questa scelta non ce l'ha, egli deve scegliere tra la perdita di alcuni diritti fondamentali (peraltro previsti dalla Costituzione) e la perdita del lavoro. In pratica siamo ritornati a condizioni ottocentesche.

Chi ha sottovalutato tutto questo deve cominciare a riflettere, a mettere in conto che questa degenerazione democratica può in qualsiasi momento ricadere anche su quei comparti che allo stato attuale sembrano non subirne gli effetti.

Lo stesso processo è stato applicato alla cultura, alla Pubblica Istruzione che attraverso la riforma Gelmini ha gambizzato i diritti degli studenti in favore di una visione sempre più capitalistica dei saperi. In questo caso, però, gli studenti si sono mostrati più forti degli operai, non hanno subito passivamente (non avevano i sindacati bugiardi a guidarli). La loro protesta ha spiazzato tutti, nessuno riteneva le giovani generazioni capaci di contrapporsi energicamente contro l'abominio che è la legge Gelmini.

Quindi lavoro e saperi come ponti da far saltare, veri e propri attentati allo stato democratico, alle libertà e ai diritti costituzionale che nessuno sembra voler difendere davvero.

Le ambiguità sono evidenti ed è forse questo il vero motivo per cui le maggiori forze della sinistra italiana continuano a non convincere i cittadini, comportamento che viene fissato di continuo dai sondaggi che danno al PD un decremento costante: perché sostenere un partito che sfila sui tetti e per le strade di Roma e contemporaneamente strizza l'occhio alle strategie della Fiat, un partito che non è capace di schierasi al fianco delle giovani generazioni in modo netto, senza se e senza ma. Un'ambiguità che costa caro e che si palesa nell'atto di guardare con interesse al “dissidente” Fini, ai “compagni” di FLI come potenziali alleati, coloro che per 15 anni hanno votato ed appoggiato tutte le scelte di Berlusconi.

La stessa ambiguità che viene fuori quando si parla di Primarie, si proprio quelle Primarie che sono state il fondamento stesso del PD e che oggi vengono messe in discussione per il semplice motivo che molti dinosauri ne uscirebbero sconfitti, insomma si rinuncia ad uno strumento di vera partecipazione democratica per paura di soccombere all'avanzata di Vendola e di quanti, anche all'interno del PD, chiedono e si battono per un vero rinnovamento della politica , che superi gli schemi dell'antiberlusconismo fine a se stesso. Eppure Bersani è frutto delle Primarie, lo è stato Prodi. E pensare che qualcuno si era illuso di estendere le Primarie anche nei collegi per scegliere il candidato. Se ciò accadesse che fine farebbero D'Alema, Veltroni, Fassino, Franceschini e quanti hanno nella conservazione dello stato attuale delle cose l'unica speranza di sopravvivenza politica.

Berlusconi è forse alla fine della sua parabola politica, ma il berlusconismo, che ha invaso e pervaso culturalmente la società italiana, sarà duro da sconfiggere, sarà necessario una vera e propria rivoluzione culturale che gli italiani possono affrontare e vincere, basta rialzare la testa e svincolarsi dagli inganni costruiti dagli apparati di potere che oggi hanno paura perché un popolo impoverito è anche un popolo arrabbiato e in questo caso non è difficile stanare i colpevoli.

Dovrà sorgere per forza una nuova presa di coscienza ed è questo ciò che di cuore voglio augurare a tutti.

Al Sindaco Laurenzano invece voglio augurare, per il 2011, di fare , finalmente, qualcosa di buono per Atripalda.

Luca Criscuoli

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