Dopo l’apertura all’UDC del segretario Alvino, domenica mattina il Partito democratico chiuderà i ponti col passato chiarendo tutti i passaggi della crisi in una assemblea pubblica. Intanto, fa discutere la mancata partecipazione del Popolo della Libertà al congresso dello scudocrociato
La rotta sembra tracciata: il Partito democratico si prepara a chiudere i ponti col passato (Laurenzano) e ad avviarsi verso le… elezioni amministrative a braccetto con l’UDC. Domenica prossima, infatti, nell’ex sala consiliare, il PD ha organizzato una assemblea pubblica con lo scopo di chiarire, definitivamente, tutti i passaggi che hanno determinato le dimissioni di quattro su sei consiglieri comunali del gruppo consiliare, mostrando, probabilmente, anche gli atti prodotti durante la crisi ed, in particolare, il documento delle dimissioni che porta la firma di tutti i consiglieri del gruppo. E, dal momento che il tema dell’assemblea è “Verso le Amministrative”, probabilmente qualcosa si dirà anche rispetto alla imminente prospettiva elettorale. Tuttavia, riguardo a questo argomento, un passaggio molto significativo c’è già stato domenica scorsa, al congresso cittadino dell’UDC. Il segretario del PD Alvino, infatti, nel suo intervento di saluto, ha dichiarato: «Amici dell’UDC, sarò molto breve e non sottrarrò tempo ai vostri lavori che seguirò con grande interesse, per cui rivolgo a voi tutti un saluto non formale da parte del PD di Atripalda, così come voi avete fatto circa un anno fa in occasione del nostro Congresso. Saluto non formale che vuole essere anche augurio che, a partire da domani, tra due grandi partiti popolari come i nostri, si possa iniziare un confronto per costruire una nuova prospettiva politica per Atripalda. Perché questo è il compito dei partiti che non devono essere consorterie ma, com’è nella mia visione, partiti di popolo, di cittadini, non di massa; dei “cittadini elettori” com’era nella concezione di Roberto Ruffilli. Per poter far questo, in questo tempo, dobbiamo essere di esempio per gli altri percorrendo, con grande rigore morale nuove strade. Ed è per questo che voglio ricordare anche qui con voi, come amo fare con i miei amici di partito, i versi di un poeta spagnolo, Antonio Machado, che recitano: “Caminante no hay camino, ..... son tus huellas el camino y nada más….” “Viandante non c’è un cammino…. Sono le tue impronte il cammino e nulla più...”. Ecco noi, come forze politiche popolari, dovremo saper camminare per tracciare un nuovo sentiero in questo tempo in cui sembra che tutti i sentieri sono stati persi. E permettetemi, infine, un ricordo personale, qui, con tanti di voi. Cinque anni fa in una delle ultime riunioni della Margherita di Atripalda, drammatica perché allora si consumò una divisione che, successivamente, portò ad una soluzione che io, preavvertendone i rischi non condividevo, intervenni citando l’incipit del celebre discorso di De Gasperi al Congresso delle Nazioni dopo la 2a guerra mondiale: “So bene che in questa sala tutto mi è contrario salvo la vostra personale cortesia”. Ebbene, oggi credo di poter dire, riutilizzando quell’incipit, e ringraziando, che oggi in questa sala tutto mi è favorevole a partire dalla vostra personale cortesia. Buon lavoro!».
Dunque, se il PD non ha ancora l’accordo in tasca con l’UDC, quantomeno spera di avercelo a breve. Chi, invece, sembra aver rinunciato a corteggiare lo scudo crociato è il PDL. Ai lavori di domenica mattina, infatti, a rappresentare il Popolo della Libertà non c’era né il segretario Strumolo, né gli ex consiglieri Del Mauro e Mazzocca, ma, a titolo personale, solo Ermelindo Romano (prossimo consigliere comunale, insieme a Carlo Spina, dopo le dimissioni dei giorni scorsi di De Vinco e Coppola). A quanto pare, la decisione di non inviare una delegazione ufficiale al congresso dell’UDC, farebbe il paio con la mancata partecipazione della delegazione dell’UDC all’incontro pubblico organizzato dal PDL qualche mese fa e dalla reazione quasi infastidita rispetto alla prospettiva di un accordo tracciata in quella occasione dal presidente della Provincia, Cosimo Sibilia. Tuttavia, se nel PDL si fanno sempre più insistenti le voci circa la possibile candidatura a sindaco di Gianni Porcelli, è anche vero che non tutti, sia nel PDL che nell’UDC, hanno ben compreso le ragioni della rinuncia ad una possibile convergenza, soprattutto dopo che all’interno dello scudo crociato erano stato bloccati i tentativi di orientare già il partito verso il PD. E l’intervento di Romano al congresso dell’UDC è sembrato andare proprio in questa direzione: «Se Ad Atripalda ci ritroviamo fra le macerie certamente non possiamo addebitarlo né all’UDC, né al PDL, ma ad altri (il riferimento era al PD che ha sostenuto e, in parte, sostiene ancora Laurenzano, ndr.)». A distanza di 48 ore, il PDL ha diffuso un breve comunicato molto formale a conferma della freddezza che si registra in questa fase: «Il Circolo Cittadino del Popolo della Libertà di Atripalda formula i migliori auguri di buon lavoro al neo segretario dell’UDC atripaldese Dott. Michele Mastroberardino, con la certezza che la sua esperienza e la sua competenza forniranno un valido contributo alla vita politica cittadina».




















































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Commenti
Io sarei per la rimozione del segretario, una gestione veramente fallimentare del partito.