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Il Partito democratico fra passato e futuro. Intanto, Tomasetti non ha rinnovato la tessera

Domenica mattina, nell’ex sala consiliare, assemblea pubblica dal titolo “Verso le… Amministrative”. Alvino: Puntiamo ad un patto fondativo con l’UDC e alle Primarie di coalizione. L’ex capogruppo consiliare spiegherà perché è uscito dal partito

Il segretario del PD, Alvino, al congresso dell'UDC

Domenica mattina, a partire dalle ore 9:00, nell’ex sala consiliare della Biblioteca comunale di piazza Sparavigna, il Partito democratico ha organizzato un’assemblea pubblica dal titolo “Verso le… Amministrative”.
L’appuntamento politico si preannuncia piuttosto interessante perché gli argomenti “caldi” non mancano. Intanto, perché quella di domani rappresenta, a distanza di oltre un mese, la prima vera occasione per precisare e valutare tutti i passaggi precedenti e successivi alle dimissioni di quattro consiglieri su sei del gruppo consiliare del PD, che hanno messo il partito nella posizione oggettivamente ambigua e imbarazzante di essere al tempo stesso dentro e fuori il Consiglio comunale, pro e contro il sindaco uscente Laurenzano. L’assemblea, infatti, dovrebbe aprirsi proprio con gli interventi di Tomasetti, Aquino, Tuccia e Landi che spiegheranno le ragioni del loro gesto, probabilmente esibendo anche alcuni documenti ancora riservati, come quello delle dimissioni che porta la firma di tutti i consiglieri del gruppo e che dovrebbe servire a dimostrare il comportamento ritenuto sleale di Palladino e Montuori, rimasti in Consiglio e in giunta. E con ogni probabilità qualcosa si dirà anche rispetto al Piano urbanistico comunale, l’argomento che più di tutti gli altri è sembrato al centro delle divisioni nell’ex maggioranza consiliare degenerate fino alla rottura definitiva.
Fra i quattro ex consiglieri comunali, però, chi avrà senz’altro qualcosa in più da dire sarà Antonio Tomasetti. L’ex capogruppo consiliare, infatti, mantenendo fede ai suoi propositi, ha lasciato il Partito democratico. In molti hanno tentato di dissuaderlo, a cominciare dal segretario cittadino Alvino (anche perché il tesseramento appena chiuso si riferiva al 2011), ma senza successo. «La mia permanenza nel PD - aveva anticipato Tomasetti - è legata alla posizione che verrà presa dai vertici provinciali rispetto alla spaccatura che si è registrata nel gruppo dei consiglieri comunali. La nostra posizione è stata corretta e assunta in piena concordia. E anche lo stesso Laurenzano ne era convinto. Poi qualcuno, o qualcuna, lo ha convinto a seguire la politica delle scorciatoie, delle forzature, utilizzando metodi stalinisti». E dal momento che, come si sa, i vertici provinciali hanno deciso di lavarsene pilatescamente le mani (non accogliendo né la richiesta del partito di condannare la conservazione della denominazione PD da parte di chi è rimasto in Consiglio, né quella del sindaco Laurenzano di commissariare la sezione cittadina ritenuta responsabile di aver brigato per mandarlo a casa), Tomasetti ha mantenuto la promessa non si è iscritto al Partito democratico. L’ex capogruppo ha preferito non anticipare nulla rispetto a ciò che dirà domenica mattina in assemblea, ma si può già intuire che non sarà tenero né con la segretaria provinciale Lengua, né con i consiglieri Palladino e Montuori che hanno rinnegato la propria firma, né col sindaco Laurenzano e né con l’on. De Simone, ritenuta responsabile di aver minato l’unità del partito al solo scopo di riprendersi il centro della scena politica.
Durante l’assemblea, comunque, a cui certamente non prenderanno parte né il sindaco Laurenzano, né i consiglieri “dissidenti” (che non stanno più partecipando alla vita del partito) e, probabilmente, neanche qualche dirigente provinciale, ci sarà spazio anche per gli interventi di alcuni membri del direttivo cittadino. Il segretario, invece, si è riservato le conclusioni. Alvino, quasi certamente, riassumerà la posizione del partito sia rispetto a quanto accaduto in seno all’Amministrazione comunale, sia a quanto accadrà nei prossimi tre o quattro mesi: «Personalmente ritengo che la nostra attenzione debba essere rivolta soprattutto al futuro. I prossimi quattro mesi saranno molto impegnativi ed è importante, perciò, essere uniti e determinati per avviarci verso una nuova prospettiva politica nell’interesse dei cittadini. Ed i partiti sono chiamati a dare l’esempio, tentando di ricostruire un rapporto di empatia con i cittadini che la classe politica negli ultimi dieci anni ha praticamente distrutto. Il Partito democratico ha le idee chiare: il candidato alla carica di sindaco dovrà essere scelto direttamente dai cittadini attraverso le Primarie. E chi, eventualmente, è pronto a dare la propria disponibilità deve avere il coraggio di dirlo chiaramente e per tempo. Il PD, inoltre, è interessato a stringere un patto fondativo con l’UDC, insieme al quale, dopo aver condiviso il programma, si organizzeranno le Primarie di coalizione. In questi giorni definiremo anche la delegazione trattante, formata probabilmente oltreché dal sottoscritto, da due ex consiglieri comunali e due esponenti della segreteria. E, per quanto ci riguarda, siamo favorevoli anche ad un’apertura a FLI. Con SEL, invece, abbiamo notevoli difficoltà di dialogo perché a nostro avviso ha tradito il mandato elettorale del 2007, mandato ricevuto anche grazie a molti degli attuali elettori del Partito democratico, decidendo di restare in Consiglio comunale. E il consigliere Adamo, restando al fianco di Laurenzano, ha già fatto una precisa scelta di campo». Una dichiarazione, quest’ultima, che ha già provocato la reazione di Sinistra, Ecologia e Libertà.
Intanto, si è chiuso senza schermaglie o colpi bassi il tesseramento 2011 del Partito democratico. In totale le iscrizioni sono state 160, 8 in più rispetto allo scorso anno. Il sindaco Laurenzano, convinto dall’on. De Simone, si è reiscritto, mentre non lo ha fatto Tomasetti. E neanche la neoconsigliera Napoletano, data in riavvicinamento al partito dopo un anno di lontananza. Confermate, invece, le iscrizioni degli assessori Palladino, Montuori e De Vinco (lo scorso anno si iscrisse direttamente ad Avellino) e anche della neoconsigliera Linda Losco (aderente al gruppo consiliare “Centrosinistra per Atripalda”).

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Commenti 

 
#2 Vincenzo 1965 2012-01-23 13:34
Domenica mattina ero presente in sala alla biblioteca comunale ad ascolatare il dottore Tomasetti. Ho ascoltato con emozione le sue parole, devo dire la verità, mi sono anche commosso. Sembrava un uomo ferito, deluso, ma allo stesso tempo pronto a scendere in campo per difendere anche la sua storia e la sua appartenza politica, messa in discussione da "due" consiglieri, oggi assessori. Non l'ho mai votato, ma l'ho sempre rispettato. Ha dignità da vendere, voleva fare il sindaco, ma glielo hanno impedito almeno due volte, una volta Capaldo e una volta la De Simone. Chissà, forse se ci riusciva qualche anno fa non stavamo così male. peggio di Laurenzano non ne vedo tanti, forse solo la Noce.
Per il futuro auguro al dottore Tomasetti di tornare nel suo partito da protagonista.
 
 
#1 Mauro 2012-01-22 00:54
i dissidenti (che poi dovrebbero chiamarsi branco senza pastore) che diavolo si sono iscritti a fare? I proviciali farebbero bene ad intervenire perche' i membri di un partito non possono fare quello che diavolo gli pare. Alvino ha ragione da vendere!
 

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