Nel corso dell’assemblea pubblica, il Partito democratico ha invitato al dialogo le forze del centrosinistra. E l’ex capogruppo ne ha avuto per tutti. Scontro Alvino-Beatrice (marito della De Simone)
L’assemblea pubblica del Partito democratico svoltasi domenica mattina nell’ex sala consiliare di piazza Sparavigna non ha tradito le attese. Da un lato l’ex capogruppo consiliare Tomasetti e dall’altro il segretario Alvino, fra gli altri, si sono fatti carico di spiegare ciò che è accaduto sul piano politico-amministrativo negli ultimi mesi e cosa potrebbe accadere sul piano programmatico-elettorale nei prossimi mesi. Tomasetti, in un intervento durato oltre un’ora, ha ripercorso tutte le tappe più significative dell’amministrazione-Laurenzano, partendo proprio dalla prima seduta del Consiglio comunale, quando il sindaco nominò sua moglie segretario personale e l’assessore De Vinco rifiutò le deleghe perché non entrò nella prima giunta: «Se Laurenzano è rimasto sindaco per tutto il tempo è grazie a me che ho sempre cercato di trovare un punto d’incontro all’interno della maggioranza. E non capisco perché se prima di dimettermi ero considerato saggio ed equilibrato, oggi non lo sarei più. I guai sono cominciati quando, nel marzo dello scorso anno, volevamo dare vita al gruppo consiliare federato. L’accordo lo avevamo già trovato, con tutti, ma a farlo saltare è stato proprio Laurenzano che voleva necessariamente far entrare anche il consigliere Moschella. Ma sia Moschella che De Vinco sapevano già che eventualmente la loro adesione al gruppo sarebbe arrivata un attimo dopo, con calma. E perché se si arriva a firmare un atto in cui si decide di dimettersi, non lo si fa e si consente a chi non è dimesso di andare avanti. È passato un mese e nessuno ha ancora deciso niente. E non posso restare in un partito che non decide, ambiguo ed ignavo, in una situazione ingovernabile. E su quali basi la De Simone ha chiesto il commissariamento della sezione? Non ci sono più regole. Senza la tessera del PD forse conterò di più e mi daranno anche qualche incarico, perché così è già successo. Io sono un democratico, ma non voglio essere l’unico che rispetta le regole, come quella di continuare a governare anche senza avere più i numeri. E coloro i quali oggi ci governano, come Palladino e Montuori, che firmano le delibere di giunta, sono gli stessi che non hanno onorato la propria firma sul documento delle dimissioni: che valore ha quella firma? e che valore hanno quelle delibere?».
Uno dei passaggi più vibranti dell’incontro c’è stato quando a prendere la parola è stato Raffaele Beatrice, marito dell’on. De Simone: «Forse era meglio che arrivava un commissario? Non si può aprire una crisi dopo quattro anni e mezzo. Un’eventualità del genere si poteva accettare solo se c’era corruzione o malaffare, ma così non è. Mentre sono convinto che esista il conflitto d’interessi del segretario Alvino che ha chiesto soldi al Comune (Alvino ha subito replicato definendo “miserabili” le affermazioni di Beatrice e aggiungendo che Laurenzano gli ha chiesto scusa davanti alla De Simone, ndr.). Forse Laurenzano non è stato un sindaco eccellente, ma voi perché non lo avete aiutato? E perché non avete convocato prima un’assemblea? Ad aver fallito siete voi».
La linea politica del Partito democratico in vista delle prossime elezioni è stata tracciata dal segretario Alvino nel suo intervento conclusivo: «La strada per individuare il candidato alla carica di sindaco è quella delle Primarie di coalizione per ricongiungere la politica alla pubblica opinione. E la politica sta nei partiti: quello in Consiglio comunale non è il PD. E su questa vicenda chiedo ancora una volta alla segreteria provinciale di esprimersi. Il PD è disposto a dialogare con FLI, UDC, IDV e SEL, e anche con altre forze politiche disponibili a ricomporre uno spirito di comunità».
Presenti in sala anche le delegazioni di alcuni partiti come l’UDC, il PSDI-PSI e l’IDV nonché il consigliere La Sala di "Merito è Libertà". E a giudicare dai commenti sottovoce del giorno dopo, sembra che né il riferimento alle Primarie di coalizione, né l’apertura a SEL sia granché piaciuta in particolare alla delegazione dell’UDC.
Un passaggio dell'intervento di Tomasetti




















































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