Domenica, 20 Mag 12

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«Il PD costretto a pietire un’allenza all’UDC: meglio Laurenzano che Capaldo», gli assessori del PD tirano la volata al sindaco uscente (guarda il video)

Palladino, De Vinco e Montuori escono allo scoperto: A tre mesi dalle elezioni è troppo tardi per prendere le distanze. Abbiamo fatto tante cose buone, ma si è preferito guardare solo alle miserie

Montuori, Palladino e De Vinco

Mercoledì scorso si è svolta una conferenza stampa al Comune, organizzata dal gruppo consiliare del Partito democratico per replicare agli attacchi piovuti dal PD nel corso dell’assemblea di domenica scorsa. Il sindaco Laurenzano non ha partecipato confermando la sensazione è si trovi sempre più a disagio nel PD, aspettando una solidarietà dall’alto che ancora non arriva, anche se è piuttosto probabile che gli sarà concessa la possibilità di ricandidarsi evitando le primarie visto che il PD provinciale ha stabilito che i sindaci uscenti saranno riconfermati per il secondo mandato. Ad Atripalda, però, la situazione è molto complicata e nonostante il PD appaia molto in ritardo sulle primarie che la sezione cittadina immagina di organizzare per la scelta del candidato a sindaco (nelle altre realtà in cui si vota le primarie del centrosinistra si svolgeranno al massimo entro l’inizio di febbraio), Laurenzano già sta pensando di andare oltre il PD, verificando la possibilità di intese sia con l’UDC (che ha già detto di no), sia con il PDL (più possibilista) che con il gruppo “Centrosinistra per Atripalda” (che ci sta pensando), nel tentativo di realizzare un’ampia area moderata.
Tornando alla conferenza stampa di mercoledì scorso, è toccato al capogruppo Palladino fare il punto. L’assessore Montuori non ha parlato (si è irrigidito solo quando ha sentito pronunciare il nomi di De Mita e Capaldo) mentre il vicesindaco De Vinco ha puntualizzato, alla fine, che Laurenzano merita di fare il sindaco per altri cinque anni.
«Quanto accaduto all’interno del PD negli ultimi mesi merita chiarezza - ha esordito la Palladino -. Ed è necessario fare un passo indietro, partendo dal 2007, quando proprio ad Atripalda nacque il Partito democratico, con l’appoggio di De Mita. Un’avventura bella e stimolante, minata da due grandi problemi: uno interno all’Amministrazione comunale e uno esterno. Appena ci siamo insediati abbiamo scoperto che il Comune era in una situazione debitoria molto forte ed il sindaco Laurenzano, con grande coraggio, ha preso i conti e li ha messi in piazza, rivelando le cifre delle bollette non pagate, dei debiti, dei mutui e così via. E, inoltre, ci siamo ritrovati ad affrontare scelte molto difficili, come quella dello spostamento del mercato, sulle quali ci siamo divisi. In generale – ha continuato l’assessore -, abbiamo sempre lavorato in un clima di emergenza. Il Partito democratico, intanto, affascinava un po’ tutti, basti pensare che in una prima fase su 14 consiglieri comunali di maggioranza, ben 12 erano iscritti al PD (gli unici non iscritti erano Di Pietro e Adamo, ndr.), ma l’idea di cosa dovesse essere il PD ha finito per dividerci. Poi ci sono state le elezioni provinciali e la candidatura dell’assessore Guerriero che ha provocato altre lacerazioni. Non a caso, in passato l’ex sindaco Capaldo ha sempre evitato che esponenti della sua amministrazione si candidassero alla Provincia proprio per evitare “distrazioni” e problemi. L’altro passaggio importante si è verificato quando la parte “moderata” del PD è uscita dal partito, provocandone un ridimensionamento. E arriviamo quasi ai giorni nostri quando nel maggio dello scorso anno il sindaco Laurenzano accetta di comporre una giunta quasi monocolore, con tutti esponenti del PD tranne l’assessore Adamo di SEL. E qui nascono i problemi più grossi perché, di fronte ad una serie di difficoltà, il Partito democratico continua a chiedere atti di fede al sindaco Laurenzano, fino al momento in cui si decide di andare in Consiglio comunale per votare il patto di fine consiliatura pur sapendo che era difficile approvarlo nella sua interezza. Ed, infatti, il documento fu bocciato, acuendo la crisi che, secondo il PD, doveva necessariamente essere ricomposta solo dopo le dimissioni del sindaco. Ciò non accade e il partito chiede le dimissioni dei consiglieri comunali. Appare evidente – afferma la Palladino arrivando al nocciolo della questione -, quindi, che Laurenzano è sempre stato sopportato e mai supportato, che le lotte intestine non ci hanno fatto apprezzare le cose buone fatte, che il PD ha intenzione di smarcarsi e che all’orizzonte c’è l’accordo con l’UDC. Ma, a nostro giudizio, il Partito democratico commette un errore se pensa che solo tre mesi prima delle elezioni riesce a prendere le distanze da un’Amministrazione appoggiata per più di quattro anni e mezzo: è troppo tardi! Nella migliore delle ipotesi accadrà che il PD sarà costretto a pietire un’alleanza subalterna all’UDC. Per noi è una follia e ci siamo sottratti, per salvare l’immagine dell’Amministrazione che ha fatto tanto e per impedire la rottura del centrosinistra conservando le condizioni per costruire una nuova alleanza. Riguardo alla stesura del documento delle dimissioni con le nostre firme, infine, è necessario sottolineare che le motivazioni e il momento in cui è maturato erano diversi rispetto all’utilizzo che ne è stato fatto. Le nostre firme sono onorabili e sono sempre state onorate, non come quelle di chi, in altri momenti, prima le ha messe e poi le ha tolte (il riferimento è all’ex capogruppo Tomasetti, ndr.). Il documento è datato 5 dicembre e lo abbiamo firmato in una drammatizzata fase per scongiurare le dimissioni del segretario Alvino e del capogruppo Tomasetti. E dal 5 al 16 dicembre, giorno delle dimissioni dei consiglieri comunali, è accaduto di tutto: incontri, pressioni, riunioni, pur di ricucire lo strappo perché era evidente che nel PD c’erano visioni diverse. Il problema è che il PD si è sempre appiattito sulle miserie, su questioni di poco conto. Si parla tanto di primarie, ma perché non si è mai preparato il terreno politico per realizzarle davvero? E che Laurenzano volesse sottrarsi ci appare come un alibi per mascherare il maldestro tentativo di fare altro. Il nostro augurio - conclude l’assessore - è che le primarie si facciano davvero, che si possa realizzare un’alleanza di centrosinistra, che magari il candidato a sindaco sia del Partito democratico o lo stesso Laurenzano, che può essere considerato come il De Magistris di Napoli o il Pisapia di Milano, e che la lista veda una nutrita presenza di giovani. È giusto cambiare, ma in meglio. Gerardo Capaldo? È senza dubbio il miglior sindaco che abbiamo avuto, ma rispetto a Laurenzano ha governato quando non c’erano i problemi economici di oggi ed era più semplice. E non dimentichiamo che nel 2007 Capaldo ci definì “ambigui e inaffidabili”… ».
Alla fine c’è stato l’intervento di De Vinco: «Prima era più facile dare risposte ai cittadini perché i soldi non mancavano. Chi ne ha voglia potrebbe confrontare i provvedimenti assunti nel passato con quelli di oggi e farsi un’idea. Di qui a poco dimostreremo in che condizioni abbiamo trovato il Comune e come lo lasceremo. Sono convinto che le primarie non servano perché viviamo una fase di eccezionalità che vede aumentati i bisogni delle persone. Io stesso mi sono scontrato con Laurenzano, ma solo per ragioni amministrative ed ho lasciato la poltrona in giunta non a tre mesi dalle elezioni, ma nel pieno dell’attività amministrativa e oggi difendo Laurenzano».

Il video della conferenza stampa

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Commenti 

 
#22 luigi 2012-02-03 11:03
ma una giunta arriverete a farla o siete come dire ... solo posticci?... maurizio che hai combinato.... :-)
 
 
#21 ANTONELLA 2012-01-31 10:18
MA DUE DI QUESTI SIGNORI AMICI-COMPAGNI DI PARTITO NON EBBERO UN VIOLENTO ALTERCO TRA DI LORO IN PUBBLICA PIAZZA IN UNA NOTTE DI AGOSTO?.... DI CHI STIAMO PARLANDO....
 
 
#20 a casa tutti e tre. 2012-01-30 22:51
c'è poco da dire: SIETE ANTIPATICI. LA GENTE NON VI SOPPORTA. al sindaco tutto invece si puo' negare tranne la... simpatia.
 
 
#19 dantes 2012-01-30 21:16
io preferirei sempre Capaldo come sindaco. anche perchè oggi non avrebbe in giunta tommaso strumolo e nemmeno iaione.
 
 
#18 cittadino atripaldes 2012-01-30 18:41
devo confessare di non essere riuscito ad ascoltare tutto. non ce l'ho fatta! La Palladino era insopportabile. Quando sono arrivato verso i 4 minuti del video, urtato da quella spocchia da saputella-antipatica, ho dovuto chiudere. Mi sono perso De vinco, ma non Montuori che (in aderenza al personaggio) non ha aperto bocca.
Quanto e cosa dobbiamo sopportare ancora?
 
 
#17 per Francy 2012-01-30 18:19
te l'immagini Francy, una poltrona con i denti dell'assessora attaccati dentro. MARòòòòòòòòòòòò òò
 
 
#16 una spiegazione 2012-01-30 16:52
Direttore, la scelta di girare questo video con gli intervistati che avevano la luce alle spalle è stata casuale o voluta? L'evidente sottoesposizion e in effetti rende poco visibili gli attori e consente di concentrarsi molto sulle parole della signora Nunzia . Penso che in questo modo lei non le abbia reso un buon servigio perché ella (la signora Nunzia) È DAVVERO INASCOLTABILE !!!!!!!Vicevers a se fosse stata più visibile avremmo potuto decidere di interrompere prima la visione (non tanto per ella quanto per ISSO ... ò vicesinnico .....) con buona pace di tutti. Lei, Direttore, è proprio un malandrino ....
 
 
#15 Francy 2012-01-30 15:15
Palladino Palladino, quanto ti piace quella poltrona! Ci lasceresti attaccati i denti !!! Mentalmente sembra una pallina da tennis, passa da una parte all'altra dello stesso campo ad una velocità ammirevole, ma quasi quasi vorresti fare il sindacucciooooo !?!
 
 
#14 antonio 2012-01-30 13:01
le pulci hanno tossito!
 
 
#13 gabriella 2012-01-30 10:23
il politologo devinco fa le analisi dei tempi. lavatevi la bocca prima di parlare di capaldo.
siete seduti sul disastro.
sul vostro disastro!
 

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