Domenica, 20 Mag 12

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Romano lascia il PDL: Non capisco e mi faccio da parte

Il neo consigliere comunale è uscito dal partito: E’ un contenitore di voti… svuotato

L'intervento di Ermelindo Romano al congresso dell'UDC ha scatenato polemiche nel PDL

Le fibrillazioni che si registravano da qualche settimana nel Popolo della Libertà si sono evidenziate in maniera più netta: Ermelindo Romano, iscritto al partito e in attesa di entrare a far parte del Consiglio comunale (come surrogante di Coppola), ha deciso di uscire dal partito. L’abbandono si è registrato lunedì scorso, durante una riunione nella sede cittadina, a cui il segretario cittadino Strumolo non ha preso parte, quando la discussione, evidentemente, ha evidenziato una distanza fra le posizioni.
Perché ha deciso di lasciare il PDL?
«Semplicemente perché siccome nessuno voleva fare un passo avanti, ho deciso io di fare un passo indietro…».
Può essere più chiaro?
«Non è facile, perché dovrei parlare di qualcosa che non conosco… E, avendo interesse a conservare quantomeno i rapporti personali, preferirei non sbilanciarmi».
Ma è lecito pensare che non condivida la linea del partito?
«Sarebbe corretto pensarlo se si conoscesse la linea del partito. Il problema è proprio questo: qual è la linea politica del PDL?».
Pare che si puntasse ad un’intesa con l’UDC, poi è sorta qualche polemica e l’interesse sembrerebbe scemato…
«Personalmente mi accontenterei anche di stare in un partito che quantomeno si guardasse intorno, che partecipasse alle assemblee pubbliche degli altri partiti per capire cosa si muove, che facesse politica sul territorio, che memore degli errori del passato cercasse di non commetterli di nuovo, non in un partito che si chiede perché Romano a titolo personale si è fatto vedere agli incontri pubblici dell’UDC e del PD. Tutto qua».
E invece?
«Noto stanchezza, forse frustrazione, mi verrebbe da dire anche negligenza».
In che senso?
«Non saprei come definire alcuni atteggiamenti. La Provincia, per esempio, governata dal centrodestra, stava varando un piano di ridimensionamento della rete scolastica, attraverso un assessore del PDL, che rischiava di penalizzare la scuola media “Masi” e nessuno ha avvertito non solo l’esigenza di informarci, ma neanche quella di dare risposte quando personalmente ho cercato di chiederle. Eppure questa vicenda risale a diversi mesi fa. Manocalzati si è dimostrata molto più forte di noi. Ho provato a farmi ascoltare, ho espresso la preoccupazione che il PDL rischia di essere solo un contenitore di voti… svuotato, ma non sono riuscito a smuovere l’immobilismo. E me ne sono andato dal partito, alle ore 20:38 di lunedì scorso, allo stesso orario in cui, il lunedì precedente, altri andarono via perché dissero di avere impegni familiari…».
A giorni diventerà consigliere comunale…
«Non cambia nulla. Mi dimetterò come hanno fatto quelli prima di me, perché non è giusto che candidati bocciati dall’elettorato, come lo fui io cinque anni fa, siedano in Consiglio comunale. L’unica differenza è che andrò a dimettermi nel Consiglio comunale, dopo aver detto ciò che penso».

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