Uno spettacolo surreale quello al quale hanno assistito gli atripaldesi intervenuti, per una volta numerosi, al Consiglio Comunale che si è riunito nella serata di martedì 20 per la surroga di bene nove consiglieri dimissionari. Uno spettacolo surreale ingrigito dalle ingenerose dichiarazioni del cons. La Sala che ha ritenuto di doversi scagliare ancora una volta contro le minoranze. È allora il caso di fare chiarezza su alcuni aspetti. Il lupo solitario La Sala (ma forse basta solitario) ha evitato a Sindaco e maggioranza l’ennesima brutta figura garantendo loro il numero legale. Perché? Semplice, i suoi disperati tentativi di riciclarsi e spuntare una candidatura per il 2012 sono miseramente falliti. Professore, non la vuole nessuno se ne faccia una ragione. Quanto all’azione di La Sala in questa consiliatura, la si può tranquillamente bollare come un’attività di disturbo scorretta e fine a se stessa. Ci faccia vedere, lei che ritiene con smisurata presunzione di essere il professionista della politica (gli altri a suo dire sono dilettanti) un solo atto che ha compiuto e portato a termine. Segnali, documenti alla mano, cosa ha questo consiglio realizzato su suo suggerimento, oppure cosa la maggioranza non ha potuto fare a seguito di un suo intervento. Io ricordo solo una sua dimostrazione di scarso rispetto per l’Istituzione durata un’ora quando ha votato contro all’emendamento da lei stesso proposto, oppure litigi e risse che finivano per compattare la maggioranza. Insomma nulla, solo livore e voglia di vendetta verso il Sindaco reo di aver spuntato una candidatura alla quale anche lei ambiva, verso la maggioranza che l’ha cacciata prima delle elezioni, verso le minoranze che hanno candidato a sindaco un’altra persona e l’hanno poi isolata.
Tutti cattivi, tutti dilettanti; professo’ l’unico buono si tu.
Questa è la verità. Come è vero che lei è stato determinante per la vittoria di Laurenzano. Poi ha parlato delle necessità di rinnovamento, proprio lei che se non ricordo male è stato consigliere già nel 1980. Ma dimenticavo che per lei non vale… è un professionista. Al Sindaco vorrei dire che non può non tener conto anche dei rifiuti ad entrare in consiglio e delle dimissioni che ancora arriveranno. Ai neo-consiglieri i rituali auguri, mentre a chi resta e chi ha lasciato il mio personale saluto. Li ringrazio tutti e spero che riusciremo a riappropriarci di rapporti personali che un consiglio comunale rissoso stava inevitabilmente minando. Questo consesso è totalmente delegittimato e dannoso, la paralisi amministrativa è ormai cronica e non esiste una maggioranza (se vale ancora oggi quello che si è detto ieri). Atripalda vive un momento assai difficile e necessita di risposte, scelte, grinta, e visione del futuro che solo un’amministrazione capace e nel pieno possesso delle sue funzioni può darle. Ecco perché le mie dimissioni e quelle del collega Mazzocca. Spero che fra qualche mese la nostra Città sappia scegliere un Sindaco ed una maggioranza in grado di restituirla al ruolo che le compete, quello di punto di riferimento pulsante e brioso che trascina e non si fa stancamente rimorchiare dai paesi limitrofi. Una Città che brilla per iniziative, che viene ammirata dall’intera provincia, che fa parlare di sé solo in positivo.
VIVA ATRIPALDA.
Massimiliano Del Mauro
Ex capogruppo consiliare PDL




















































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Commenti
avete abagliato tutto. Maggioranza e opposizione
Non entro nel merito… perché il problema non è quello di essere dilettanti o professionisti (della politica e di qualunque altra cosa). Il problema è che proprio non si rende conto che, nei suoi confusi ed impotenti furori, perde di vista il cuore delle cose e la ragione stessa di una prospettiva politica (altre volte ho parlato, per carità di patria, solo di diverse sensibilità… e per amor di Dio… mai vorrei parlare delle sue intermittenti coerenze… e delle sue ripetute ipocrisie). Comprendo il suo disagio e le sue frustrazioni e le giudico con indulgenza, perché non lo aiuta trovarsi nella condizione di leader dimezzato di un partito in liquefazione: ma Del Mauro manca il bersaglio ed agita al vento, purtroppo con qualche meschinità, il suo inoffensivo spadino di cartone.
E addirittura, nel rimestare, senza nessuna personale credibilità, slogan logorati dall’uso (si direbbero, forse se ne ricorderà, metafore in catacresi), si spinge sul terreno vischioso di giudizi avventati e di impudenti anatemi che (a chi lo conosce ed a chi mi conosce) provocano solo un sorriso di indulgente compatimento. Povero Massimiliano, che si è ridotto a polemizzare con un “lupo solitario (anzi solo solitario)”, lui leader maximo (e vabbè - non esageriamo - … mediomassimo) di oceaniche folle pidielline.
Non replico alla inconsistenza di argomenti (che specularmente potrebbe utilizzare, più opportunamente, per sé) ed alle sue irrilevanti sequele di parole.
Mi limito ad osservare che no, non sono tutti cattivi… e neppure tutti dilettanti, ma Del Mauro forse ha ancora qualcosa da imparare. Se ne convincesse, non solo non ci sarebbe nulla di male, ma ne guadagnerebbe - immagino - anche la sua … nota reputazione politica.