Martedì, 07 Feb 12

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Il sindaco annuncia ricorso in appello su ordinanza Tar

Questo pomeriggio giunta straordinaria. Laurenzano: Il referendum del 2004 non è rappresentativo

Via San Lorenzo il giovedì mattina

«Ricorreremo al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar di Salerno di sospendere il provvedimento di chiusura al traffico veicolare di via San Lorenzo», così il Sindaco di Atripalda, Aldo Laurenzano. Questo pomeriggio, infatti, è stata convocata una seduta straordinaria di Giunta comunale proprio per discutere il provvedimento e affidare l'incarico al legale che dovrà difendere gli interessi dell'Ente comunale. «Nelle motivazioni del Tar si fa riferimento al referendum popolare che non è assolutamente rappresentativo della volontà della maggioranza degli atripaldesi - continua il sindaco - senza tener conto del provvedimento dei Nas di Salerno che sospesero il mercato in contrada Santissimo - piazza Orta, perché, oltre alla mancanza delle condizioni igienico - sanitarie minime e dei servizi igienici, la strada non era chiusa al traffico veicolare. Quindi si tratta di una decisione che quanto meno va in controtendenza rispetto ad un'ordinanza di sospensione dei Nas che l'Amministrazione comunale è stata costretta a seguire per evitare la chiusura definitiva del mercato settimanale. Comunque, il Tribunale Amministrativo di Salerno ci ha dato tempo fino al 30 agosto per esporre le nostre ragioni dinanzi al Consiglio di Stato: sono molto fiducioso in tal senso. Mi auguro che sulla vicenda non ci siano le solite e inutili strumentalizzazioni politiche: lo spostamento del mercato non è stata volontà dell'Amministrazione comunale, ma la conseguenza di un'ordinanza dei Nas che verificarono le pessime condizioni igienico - sanitarie in cui si svolgeva il mercato. L'area di parco delle Acacie - via San Lorenzo era poi l'unica in grado di garantire una sistemazione in tempi rapidi, senza esborsi per le casse comunali e in grado di assicurare le condizioni minime richieste dai sanitari e dai Nas».

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Commenti 

 
#6 Ospite 2010-07-20 14:00
Il sindaco faccia tutti i ricorsi che vuole purché si addebiti le spese occorrenti. I suoi esperimenti non ricadano sui contribuenti. Che sia Class-action!!!
 
 
#5 Ospite 2010-07-19 22:31
Ci sono degli ostacoli da superare... tipo il genio civile. Cmq era nel programma di al centro per atripalda... almeno per il tratto della piazza. arturo se ne ricorderà----ma a proposito, dov'è finito?
se questo è perchè non si dimette e lascia spazio?... cominciamo con una nuova classe dirigente. arturo vai a casa! insieme ad equino, lanti, palladina, troise, de pietra, fosco, laurenzano e nocia... e pure tomasetta e montosti.
e pensioniamo pure tanti del comune... anche se in anticipo.
BASTAAAAAAAAAAA AAAA!!!!!!!!!!! !
 
 
#4 Ospite 2010-07-19 10:43
Molti comuni hanno trovato ottimi "sponsor" che, forti del ritorno pubblicitario o di un uso anche parziale delle aree, potrebbero essere interessati all'operazione. Non dico che questa sia la soluzione giusta o definitiva, ma da valutare fra quelle plausibili. Che poi non Vi siano sponsor (cosa molto probabile)...
 
 
#3 Ospite 2010-07-16 18:57
Bravo Savino Russo. Questa risoluzione la si è più volte presa in considerazione negli anni '70 ma la spesa risultava all'epoca molto onerosa e forse non vi era la volontà politica per farlo. Attenzione però che quella non sarebbe la soluzione ottimale per la sistemazione del mercato settimanale perché bisogna valutare molti fattori per lo svolgimento di una fiera settimanale come quella atripaldese.
 
 
#2 Ospite 2010-07-16 13:22
Invece della soluzione "vado dall'avvocato"... perché non consultare un bravo esperto che possa dichiarare se fattibile la copertura del tratto di fiume che va dal Largo Genio Alpini a fino alla Dogana. Soluzione già adottata da varie cittadine che, oltre a migliorare le condizioni igieniche, microclimatiche e paesaggistiche, crea una zona centralissima da utilizzare sia per il mercato, sia come parcheggio.
 
 
#1 Ospite 2010-07-14 07:14
"...referendum popolare che non e' assolutamente rappresentativo della volonta' della maggioranza degli atripaldesi." Quale e' la logica dietro questa affermazione ed e' essa basata su fatti inconfutabili di cui io, cittadino ignorante, non sono al corrente o e' forse una diagnosi che solo un medico puo' e sa fare?
 

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