Il filosofo e l’ex prefetto hanno parlato di libertà e di cultura
Il filosofo Aldo Masullo e l'ex Prefetto di Avellino e Commissario Straordinario di Atripalda nel 1975, Raffaele Sbrescia hanno chiuso la I Fiera del Libro ad Atripalda. Oltre cento persone hanno affollato l'aula consiliare per l'ultimo convegno della manifestazione culturale: "Avellino, ultima provincia d'Italia per libri acquistati" - La ricerca de il Sole 24 Ore. Riassumere in un comunicato la lectio magistralis di Masullo è opera ardua, quasi impossibile. Il filosofo napoletano, nato ad Avellino, ha mostrato uno spirito e una freschezza intellettuale impressionante: «Il libro ha la stessa radice latina della parola libertà, perché, attraverso la lettura si conquista la libertà che non è garantita da forze e uomini esterni a noi stessi: è, invece, necessario un gesto di azione e reazione alla società circostante. Immaginate la tristezza della vita di un analfabeta, costretto a seguire e a fidarsi esclusivamente delle indicazioni degli altri». "La libertà e le occasioni", del resto è il suo ultimo saggio filosofico, nel quale l'ex Senatore ha analizzato proprio la necessità per l'uomo di essere fautore del proprio destino. «Non credo alle statistiche, o meglio non le prendo così come sono presentate: se il rapporto di vendita è quello descritto, di sicuro non lo sarà quello dei lettori - ha continuato Masullo - è chiaro che è anche questione di educazione e cultura della lettura. Essere dotti non significa aver letto mille libri, ma modificare il proprio comportamento, le proprie idee sulla base della lettura di un libro». Cartaceo e digitale, altro tema del secondo convegno della Fiera che Masullo ha voluto leggere e comprendere fino in fondo: «Le moderne tecnologie, su tutte le tavolette elettroniche, sono la testimonianza concreta della fluidità della società, per dirla con le parole di Bauman: anche la cultura diventa qualcosa di fluido, che sfugge e si dimentica con velocità crescenti. Siamo, ormai schiavi dell'ignoranza».
Prima di Masullo, l'ex Prefetto Raffaele Sbrescia che ha ricordato il suo impegno ad Atripalda e il suo lavoro concreto per salvare la "sabbia rossa" (metafora delle testimonianze dei muri romani scoperti negli anni settanta nell'area della Civita) da Commissario Straordinario. Appassionati e accorati anche gli interventi dei sindaci di Atripalda, Aldo Laurenzano e di Mercogliano, Massimiliano Carullo che ha consegnato una targa al collega della cittadina del Sabato.





















































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