Mercoledì, 20 Feb 19

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LA FINE DI UNA STORIA, L’INIZIO DI UN’AVVENTURA

A quasi vent’anni dal numero zero, “il Sabato” sospende le pubblicazioni e si sposta su internet, aspettando tempi migliori…

Il numero zero datato 8 giugno 1996

Ad un passo dal 20° anno di stampa il settimanale “il Sabato” si ferma e sospende le pubblicazioni: questo è l’ultimo numero dell’anno, ma anche l’ultimo di un ciclo, un ciclo che si è inevitabilmente chiuso.

Quando nel lontano 1996 un pugno di ragazze e ragazzi decise di dare alle stampe “il Sabato”, nessuno, probabilmente, avrebbe accettato di scommettere una lira che dopo quasi vent’anni quel giornale sarebbe stato ancora presente e centrale nella vita di questa città. E se per quasi vent’anni non abbiamo saltato un giro, è semplicemente perché da parte nostra c’è stato il massimo impegno, ma soprattutto perché tantissimi lettori e tanti inserzionisti hanno sostenuto questa iniziativa editoriale, semplice ed indipendente. Ed è a loro, a voi, che rivolgiamo in questo momento il nostro pensiero, a coloro i quali, anche quando non lo meritavamo del tutto, ci hanno sempre sostenuto e incoraggiato perché, fra destra o sinistra, avevano capito da che parte trovarci: quella dei cittadini, non del potere. Sempre. E’ stato un chiodo fisso: scrivere per i lettori, mai per noi stessi o per l’interlocutore di turno. Forse non sempre ci siamo riusciti, ma sempre ci abbiamo provato.

Oggi “il Sabato” chiude perché, così come altri 300 giornali in tutta Italia che stanno facendo la stessa cosa, non sta più dentro con i conti: stampare un giornale è ormai troppo costoso per i tempi che corrono e anche se la maggior parte dei nostri lettori e dei nostri inserzionisti non ci ha mai abbandonato purtroppo ciò non è più sufficiente a garantire la sopravvivenza di queste pagine: spese certe ed entrate incerte non possono andare d’accordo troppo a lungo. Molti giornali, quasi tutti, soffrono un calo di lettori e di pubblicità, la carta stampata è in ginocchio e l’informazione in generale vive una fase di grande difficoltà. Ma anche noi abbiamo commesso alcuni errori e, quindi, è anche un po’ colpa nostra se oggi chiudiamo. Abbiamo le nostre responsabilità perché siamo consapevoli di non essere stati più in grado di dare ad Atripalda il giornale che Atripalda voleva e di convincere quella fetta di lettori che progressivamente ci stava lasciando a non farlo. Le abbiamo provate tutte per mantenere i numeri sempre alti, con iniziative “originali” come la distribuzione gratuita dal mercoledì della settimana successiva, ma quando i conti non tornano c’è poco da fare. E noi i conti li dobbiamo necessariamente tirare, tutti i giorni, perché questo giornale cade tutto sulle nostre spalle. In ogni caso, noi andremo sempre fieri di ciò che abbiamo realizzato in vent’anni, soprattutto andremo fieri di essere riusciti per tanto tempo a dare una voce a questa città, mai scontata, mai accoddiscendente, mai inutile. Pagando le conseguenze, a volte anche a caro prezzo, del nostro inguaribile spirito critico. Ma non fa niente: se un giorno qualcuno si incaricherà di riscrivere la storia di questa città, in un piccolo angolo quella grande storia che stanno facendo di tutto per mortificare troverà anche noi.

Sarebbero davvero tante le cose da aggiungere, le persone da ringraziare, gli amici da citare, soprattutto coloro i quali in questo periodo, avendo appreso la nostra decisione per caso o per scelta con un certo anticipo, non hanno fatto passare più di un giorno senza chiederci se ci avessimo ripensato, se ci fossimo inventati qualcosa, se avessimo chiesto una mano a qualcuno. Insomma, se c’era ancora una speranza. E noi gli abbiamo risposto che dopo aver lottato a lungo non c’era altro modo in cui doveva andare e che il futuro non ci spaventava, anzi, che eravamo pronti ad affrontarlo con maggiore entusiasmo di prima. Se ne saremo capaci è un altro discorso. Porteremo questi amici per sempre nel nostro cuore, insieme a Biagio, che certamente oggi ci sarebbe stato vicino ed al quale dobbiamo tanto. Il prossimo numero de “il Sabato” sarà tutto suo: è una promessa!

Ma se è vero, però, che non troverete più “il Sabato” in edicola (per un po’ o per sempre chi può dirlo) è anche vero che “il Sabato” non cesserà di esistere perché se vorrete continuerete a trovarlo su internet, all’indirizzo www.ilsabato.com: insomma se prima il web ospitava solo una piccola parte dei nostri articoli da adesso in poi troverete tutto solo online, sul nostro sito internet, creato nel lontano 2002 e illuminato sinora esclusivamente dalla luce riflessa del giornale. E, tuttavia, negli ultimi cinque anni, ilsabato.com, ha totalizzato oltre quattro milioni di visitatori, con una media di oltre duemila al giorno, con punte di dieci-dodicimila, riuscendo a volte a far… imbarazzare il fratello maggiore di carta.

E’ finita una storia, una bella storia, inizia un’avventura: la fiammella è ancora accesa e la sfida si sposta su internet. Asciughiamoci le lacrime e ricominciamo: noi siamo pronti e voi?

Buon Natale a tutti e… Felice Anno Nuovo

Gianluca Roccasecca

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Commenti  

 
#1 luca giovino 2014-12-22 16:29
In bocca al lupo per questa nuova avventura.
 

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