Venerdì, 07 agosto 20

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«Pasquale era un uomo buono, che dedicava il suo tempo al prossimo»

Il ricordo di Giovanni Iannaccone, priore della confraternita di Santa Monica

Giovanni Iannaccone

Le confraternite non solo quelle di Atripalda, ma molte altre della diocesi di Avellino nonché la sezione regionale Campana della Confederazione delle Confraternite d’Italia mi hanno invitato a dire qualcosa per un ultimo saluto a Pasquale e testimoniare la loro vicinanza alla famiglia ed agli amici di Pasquale.

Non voglio fare discorsi retorici in questa circostanza. Cercherò di dire poche parole, con semplicità, così come usava fare il nostro amico e confratello .

Voglio rivolgere due messaggi uno alla confraternita del Carmine, l’altro alla famiglia.

Pasquale teneva molto alla confraternita, più volte ha manifestato il suo orgoglio di essere priore di un antico sodalizio così importante per la realtà religiosa e sociale della nostra cittadina. Più volte manifestava idee e progetti, sempre con razionalità e realismo, che potessero in qualche modo consolidare e rilanciare l’attività della confraternita.

Oggi mi sento di dire che, sicuramente, uno dei pensieri tra i tanti che avranno affollato la mente di Pasquale negli ultimi giorni è stato rivolto ai confratelli del Carmine. Essi hanno il dovere di stringersi attorno al ricordo di Pasquale e di continuare con maggiore orgoglio e convinzione le attività di un sodalizio che non è legato alla vita di persone ma che porta con se valori che nei secoli restano solidi ed attuali. In questo momento penso che la confraternita potrà contare sicuramente sull’aiuto delle altre confraternite, del nostro padre spirituale don Ranieri e di mons. Antonio Testa.

Il secondo messaggio lo voglio rivolgere alla famiglia ed in particolare ai figli. Penso che, nonostante la tragicità della morte, non potete non essere fieri del vostro genitore.

Vostro padre era un uomo buono e che ha operato non solo per il suo lavoro e la sua famiglia ma ha deciso di dedicare parte del suo tempo per il bene del prossimo. Ma senza platealità con riservatezza, discrezione e continuità. Lo dimostra il fatto che oggi, in un giorno comunque in cui molti sono impegnati nel lavoro,  tante persone hanno sentito il dovere di essere presenti qui, di partecipare.

In questo momento mi ritorna alla mente l’immagine dei funerali del Beato Frassati, patrono delle confraternite; i genitori erano completamente all’oscuro di tutta l’attività che Piergiorgio giornalmente conduceva per opere di carità e di assistenza ai poveri. Ne hanno avuto consapevolezza nel giorno dei funerali quando hanno visto la moltitudine di persone che hanno partecipato alle esequie Gente in gran parte sconosciuta alla famiglia che partecipava come oggi, con cuore e commozione, con la convinzione di rendere un ultimo doveroso saluto ad un piccolo grande uomo.

Giovanni Iannaccone

Priore confraternita di Santa Monica

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