Sabato, 18 Mag 24

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Quando è troppo

Ad Atripalda esistono ben 540 segnali stradali commerciali, di ogni colore

“…per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?” Chi non ricorda le scene di Totò e Peppino appena sbarcati a Milano, per i quali sarebbe stata utile anche una segnaletica stradale. Avrebbero evitato quel vigile, che oltre a non fornire nessuna indicazione, gli riserva un ruvido trattamento.

Chiunque si trovi per la prima volta ad Atripalda, non correrà mai il rischio di trovarsi nella stessa condizione, per due buoni motivi: i vigili sono molto cortesi e disponibili; i segnali stradali non mancano, anzi abbondano. Negli ultimi anni sono spuntati in ogni incrocio, nei rettilinei, in curva, praticamente ovunque. Una volta li ho contati: sono 540, di cui 62 hanno una posizione “doppia” (occupano 2 spazi), 6 addirittura tripla!. Sono cartelli pubblicitari, che dovrebbero indirizzare flotte di clienti verso le attività commerciali o industriali.

C’è di tutto, pizzerie, bar, centri estetici, materiali edili, sexy shop e sale scommesse. Come se ci dovessero portare con mano, ad ogni incrocio, fino alla meta. Ancora oggi ne spuntano altri, certamente a testimoniare la vitalità imprenditoriale nella nostra città, ma anche a ricordarci l’assenza di una valutazione critica del fenomeno. Alcuni sono gialli, altri verdi, altri ancora marrone. Una variopinta miriade di frecce sulle quali il Comune ha pensato anche di metterci il cappello, con l’ulteriore cartello che ci ricorda di quale colonna si tratta (es. … postazione n° 13).

Non ho mai capito a chi potesse servire tutto ciò, se non a confondere le idee dei pochi utenti che cercano indicazioni, come può accadere a via Pianodardine, con la presenza nella stessa “parete di segnali” di ben 51 indicazioni stradali. Per leggerle tutte sarebbe necessaria mezz’ora, ammesso che si riesca a scovare il cartello giusto, spesso mimetizzato e introvabile.

Non credo che siano utili, soprattutto oggi in presenza di navigatori satellitari, di cui sono certamente dotati fornitori e clienti. Li abbiamo messi ovunque, davanti alla Dogana, o in bella mostra sulle pareti di fabbricati tutelati dalla Sovrintendenza. È il nostro modo di colorare la città, più ne mettiamo e più ci sentiamo tranquilli, guidati, condotti. Come se avessimo bisogno di arrivare a una meta, ovunque sia. Credo che andrebbero smantellati, rimossi e buttati via, con trattamento da rifiuto speciale. Non credo che abbiano mai avuto alcuna utilità, ma diventando rifiuto, potremmo finalmente cavarci qualcosa di buono: qualche soldino per il ferro vecchio!

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