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Bruschi di corsa per sentire...il respiro

Ugo Maria Bruschi, 19enne studente universitario è il testimonial per la maratona organizzata dal quotidiano sportivo

Vederlo sulle pagine della storica “Gazzetta dello Sport” di venerdì mattina è stata una sorpresa per l’intera Atripalda: metà pagina per pubblicizzare la maratona del famoso quotidiano con tappe in tutta Italia. Di lato un ragazzo, volto acqua e sapone, fisico asciutto e un bel sorriso che dice “Io corro per sentire il mio respiro”. Qualcuno lo ha riconosciuto subito, a qualcun altro veniva in mente una faccia nota. Ugo Maria Bruschi, atripaldese di 19 anni, è uno studente universitario modello iscritto al secondo anno della facoltà di Biotecnologie mediche presso l’Università di Fano, nelle Marche. Un serio, educato e preparato amante dello sport con la passione per la ricerca, fuori casa per il secondo anno di seguito e probabilmente, dato il tipo di facoltà che frequenta, anche per il futuro. Quando torna ad Atripalda, è curato negli esercizi dai personal trainer della palestra della madre, la signora Paola Greci e proprio sulla scia dell’attività materna, Ugo Maria si è ritrovato su circa tre milioni di copie del quotidiano sportivo più venduto in Italia. In estate infatti aveva seguito lo staff della Palestra Eklettica in quel di Rimini per la fiera del fitness e lì si era presentato al concorso per prestare il suo volto come testimonial. Ma sia la Reebok, che la Samsung e la Gazzetta hanno preteso che oltre alle foto i partecipanti riassumessero con una frase il loro piacere di correre. Il ragazzo non ci ha pensato molto ed ha scritto: “Io corro per sentire il mio respiro”, frase che è diventato poi lo slogan della manifestazione “Gazzetta Run”. Dopo qualche giorno è stato contattato con la richiesta di recarsi a Milano per firmare tutte le liberatorie per le foto. Il 3 ottobre c’è stata la prima tappa della maratona, con partenza da Desenzano del Garda, sponsorizzata dalla Regione Lombardia con lui, testimonial dal volto “lumbard”, ma atripaldese verace: uno schiaffo ai leghisti e tanto orgoglio. Poi la partenza per Fano, per dedicarsi al prossimo esame universitario. Mamma Paola è felicissima, il papà Bruno Bruschi, che pensava di essere l’unico campione di casa deve invece segnare il passo: egli, infatti, negli anni ’70 divenne campione regionale sui 100 metri, negli ’80 campione con la Pallamano Atripalda e poi in serie B con la Handball Avellino. Ora che i giornali dedicano mezza pagina al primogenito gli si stringe il cuore…di gioia.

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